"LA PELLE DEL FANTASMA E ALTRE POESIE": LA LIRICA DI RENÉ DAUMAL IN UN VOLUMETTO DELLE EDIZIONI VIA DEL VENTO

 

Il 21 maggio del 1944, dopo una vita piuttosto 
tribolata e girovaga, moriva a Parigi René Daumal, nato trentasei anni prima nella Francia nordorientale, zona di provenienza - com'è noto - di Poètes Maudits .
Il suo nome e la sua opera sono forse meno conosciuti in Italia rispetto a quelli di altri scrittori d'oltralpe del secolo scorso, ma di certo si è di fronte a un autore molto interessante la cui produzione letteraria spaziò dalla prosa alla poesia; collaboratore della Nouvelle Revue Française, si dedicò anche allo studio della lingua sanscrita e delle filosofie orientali, firmando poi la traduzione di testi sacri induisti.
Tra i titoli più importanti di Daumal, la raccolta di poesie Le contre-ciel , uscita nel 1936 con le Éditions de l'Université de Paris. La sua scrittura in versi si rivela molto complessa, senza dubbio fortemente visionaria, intrisa di profonda spiritualità e continui richiami alla morte. 

Ne dà ampia prova il volumetto dal titolo La pelle del fantasma, pubblicato quasi due decenni fa dalle Edizioni Via del Vento all'interno della splendida collana «Acquamarina», a cura e traduzione dalla lingua francese di Pasquale Di Palmo che così conclude nella sua postfazione: «Lo stesso enciclopedismo daumaliano [...] sembra nelle poesie disgregarsi per lasciar posto a un flusso verbale irrefrenabile che solo di rado conosce la lapidarietà dell'aforisma o l'essenzialità dell'epigramma. Le folgorazioni che scaturiscono dal suo dettato non potranno che rappresentare l'unica possibilità di esorcizzare il tema della morte che attraversa la poetica di Daumal come un devastante "vento di malattia", presagendo la fine incombente dell'autore» 

Diciannove i componimenti racchiusi in queste pagine; tra essi riportiamo per intero quello intitolato L'abbandono (pag. 12), tra le poesie senz'altro più rappresentative della breve raccolta in questione:  

Deludeva gli addii un sole debole,
le barche partivano come mosche,
gli uccelli s'incresparono come bocche
e dal cielo cadevano morti stecchiti. 
 
Quando fui solo sotto il cielo giallo
a cui i miei occhi asciutti sottraevano brandelli,
rivoltai le mie tasche
nella speramza di trovarci un compagno d'esilio.
 
Non c'era niente, 
nient'altro che la polvere delle strade,
nient'altro che le misere strade, 
nient'altro che regine morte inchiodate a delle travi.
 
Oscillavano deserti sotto i miei passi;
o mio dio, mi hai rubato la verticale
e le mie braccia girano impazzite
nei cerchi bianchi del tuo occhio!
 
Ero pazzo, ero pazzo, ti dico,
lenzuola bianche mi assalgono,
schiuma amara sulle mie labbra;
guarirò bianchissimo, guarirò stupido;
 
ma le barche hanno perduto il loro colore,
non torneranno più;
disperdo le mie dita sui prati avvizziti
per attirare uccelli morti. 
 
René Daumal (fonte immagine: www.viadelvento.it)

Una pubblicazione degna di nota che può incuriosire il lettore divenendo così un validissimo punto di partenza per iniziare a conoscere e approfondire la figura di René Daumal; il poeta, soprattutto in alcuni testi, sembra davvero presagire la propria prematura scomparsa, tale è la cura e l'intensità delle parole ed espressioni adoperate, come se egli, seppur in vita, vedesse se stesso già da una dimensione altra con un distacco che non si comprende bene se sia sofferente o di sollievo. Come nella lirica di apertura La pelle del fantasma (pag. 3), dalla quale prende il titolo il volumetto, dove lo sguardo esterno - rivolto a un "tu" della miglior tradizione mistica - non si limita a pura passiva accettazione, ma diviene al tempo stesso azione cosciente che sottolinea la presa d'atto appunto della nuova dimensione, della sua "nuova pelle di fantasma":
 
 Trascino la speranza con il mio sacco di chiodi,
trascino la speranza strangolata ai tuoi piedi,
[...] io che non esisto più.
 
Trascino un sacco di chiodi sul greto infuocato
cantando tutti i nomi che ti darò 
[...].
Nella baracca marcisce il brandello dell'abito
dove la mia vita palpitava un tempo;
[...]
 
E adesso ho tolto quel marciume
e vengo bianchissimo dentro di te,
la mia nuova pelle di fantasma 
rabbrividisce già nella tua scia.
 
Citiamo, infine, anche i bei versi tratti dalla chiusa della poesia Giorno, o scandalo! (pagine 23-24):

 [...] Non credo più alla luce,
non resta niente, isole sparpagliate
se ne vanno a morire negli abissi,
ma io non so più perdermi
e piango nel finto giorno.

🍃🌸🍃🌸🍃

René Daumal, La pelle del fantasma e altre poesie (volumetto n° 31 collana «Acquamarina»), a cura e traduzione di Pasquale Di Palmo, Edizioni Via del Vento, 2007 - pagine 32, ISBN 888741956, Euro 4,00 

È possibile acquistare questo volumetto, così come tutti quelli ancora disponibili in catalogo, sia ordinandolo attraverso le librerie (tradizionali e online) sia contattando direttamente la casa editrice:              

sito web:   http://www.viadelvento.it/

e-mail:   info@viadelvento.it

pagina Facebook:   https://www.facebook.com/viadelvento/?locale=it_IT  

Per leggere la scheda biobibliografica relativa al curatore della pubblicazione, il poeta, saggista e traduttore  Pasquale Di Palmo, cliccare qui.   

Di seguito il link che rimanda alla scheda della raccolta sul sito delle Edizioni Via del Vento: https://www.viadelvento.it/catalogo/scheda.php?libro=144

Per aprire invece l'intera lista dei titoli della collana di poesia «Acquamarina» cliccare qui.  

Si ricorda infine che, sebbene tale collana sia nel frattempo cessata, a partire dalla fine del 2021 l'editore Fabrizio Zollo ha provveduto a pubblicare una seconda edizione, ampliata, di sei volumetti (per maggiori informazioni cliccare su ogni singolo titolo, o si faccia una ricerca nell'archivio di questo blog):

Poeta Nero di Antonin Artaud, a cura e traduzione di Pasquale Di Palmo (n° 10);

La luna e il tasso di Sylvia Plath, a cura e traduzione di Piera Mattei (n° 42); 

È flebile la mia voce di Anna Achmatova, a cura e traduzione di Paolo Galvagni (n° 46);

La luna di Edith  Södergran, a cura e traduzione di Daniela Marcheschi (n° 1); 

Sarà estate di Emily Dickinson, a cura e traduzione di Piera Mattei (n° 22);

Una come lei di Anne Sexton, a cura e traduzione di Marina de Carneri (n° 41).

 






Laura Vargiu

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