RUBRICA "KUTUBIYYA": "AHLAM" DI MARC TRÉVIDIC

Attraverso le pagine del romanzo Ahlam, la rubrica Kutubiyya ci porta nella Tunisia di inizio Duemila.
Una lettura interessante per approdare sull'altra sponda del Mediterraneo, in un Paese, la Tunisia del nostro tempo, che meriterebbe di essere maggiormente esplorato sotto l'aspetto letterario. L'autore è Marc Trévidic, magistrato francese impegnato sul fronte dell'antiterrorismo, indizio che ci fa intuire parte dei contenuti di questo libro che, uscito nel 2016 (e subito tradotto in Italia), ha rappresentato il suo esordio letterario.
 
La Tunisia, quindi, come originale scenario di ambientazione. Siamo però lontani dalla capitale e anche da altri centri urbani di riferimento del Paese. La penna di Trévidic fa giungere un pittore d'oltralpe in cerca di nuova ispirazione, Paul Arezzo, alle isole Kerkennah, incantevole arcipelago per gran parte disabitato la cui principale attività  economica è naturalmente la pesca, nonché meta turistica in quel momento non sconosciuta ma nemmeno di massa. Qui, di fronte alla costa centro-orientale tunisina, prende così avvio la vicenda narrata, con la conoscenza tra lo straniero Paul e la famiglia di un pescatore del posto. In apparenza, un angolo di paradiso dal quale tuttavia il delirio del mondo, da un certo punto in poi della storia più recente, non riuscirà a restare troppo a lungo lontano travolgendo tutti i personaggi del libro. 
 
«Il ponte della nave era il punto più alto dell'arcipelago, più alto della torre di Melitta e del minareto della moschea di Remla. Da lassù, aveva sovrastato il suo nuovo universo, quell'Arizona tunisina di cui si ricordava appena [...].
[...] Kerkennah offriva la stessa indolenza, le stesse terre salate e piatte, quelle sebkha invadenti, e le stesse palme fantomatiche, sempre più distanti le une dalle altre, alla ricerca perenne dell'acqua. Perché Kerkennah, circondata d'acqua, ne era crudelmente priva. IL paradosso delle isole salate. Tutto era salato, troppo salato, anche il vento».
 
https://it.wikipedia.org
Tra i nomi femminili arabi, quello di Ahlam è - a parere di chi scrive - uno dei più affascinanti, sia come suono in lingua originale che come significato: “sogni”. 
Non a caso, alla coprotagonista di questo romanzo, la quale si chiama per l’appunto così, i sogni non mancano: realizzarsi come donna e come artista, ma anche vedere il proprio Paese libero finalmente da qualsiasi dittatura, politica o religiosa.
Sono ancora gli anni del corrotto regime di Ben Ali*, destinato poi a cadere sotto i colpi della Rivoluzione dei Gelsomini tra il 2010 e il 2011, nell’ambito di quella cosiddetta Primavera araba** rivelatasi, in ultima analisi, stagione deludente e fallimentare. 
 
«Con Ben Ali, sono i vigliacchi a mangiare. In Tunisia, è meglio essere un dromedario».
  
Trévidic parla di tutto ciò in questo suo romanzo, ponendo in particolare l’accento, da esperto giudice dell’antiterrorismo, sul fenomeno del radicalismo islamico. Purtroppo, nemmeno la Tunisia, pur così vicina a noi e sempre allettante per via del suo turismo dai costi accessibili, si è potuta sottrarre all’estremismo fanatico di gruppi affiliati dapprima alla vecchia al-Qāʿida e poi a Daesh***

Come ben si documenta in queste pagine, i fondamentalisti sono pieni di contraddizioni, anzitutto per il fatto che pretendono d’instaurare una società islamica pari a quella dell’epoca del Profeta e, al tempo stesso, vivono attaccati a internet e a tutta la modernità tecnologica che nel VII secolo d.C. era a dir poco impensabile. E non a caso proprio sul web, più che in certi posti di ritrovo, avviene la radicalizzazione dei giovani che, per buona parte, non leggono il Corano (anche perché in molti casi non hanno una preparazione culturale tale da riuscire a leggerlo e a comprenderlo), accontentandosi di “riassunti” e interpretazioni molto discutibili pubblicati su internet da altrettanto discutibili predicatori. Con il loro fare sviliscono quella che sotto molteplici aspetti è stata la grandezza della civiltà islamica, sebbene si definiscano perfetti musulmani; in realtà, si servono della religione per esercitare una violenza che, a livello dottrinale, non trova giustificazioni. Individui corrosi dall'odio e dalla violenza più inaudita che non sono di alcun aiuto alle stesse società islamiche a cui appartengono, le quali, come vediamo, piangono anch’esse abbondantemente i loro morti negli attentati terroristici.

Il libro, in questo senso, dà diversi spunti di riflessione e nel suo insieme - come si diceva all'inizio - offre una lettura interessante, inclusa la storia d’amore tra l’artista francese e la giovane tunisina Ahlam. Tuttavia, il mio giudizio non è del tutto positivo: a un'attenta analisi, il finale risulta troppo precipitoso, come se fosse stato buttato lì in tutta fretta; inoltre, si rileva poca accuratezza nel riportare, già in copertina, “Ahlam in arabo significa «i sogni»”: invece no, significa “sogni” e basta, senza l’articolo determinativo, altrimenti sarebbe stato al-Ahlam, e questo lo sa persino uno studente di arabo alle prime armi. Del resto, perché non lasciare questo bellissimo nome nell’indeterminatezza, anzitutto grammaticale, come per ampliarne gli orizzonti? Meglio che i sogni, almeno quelli, non abbiano limiti né confini. 
 
Ahlam di Marc Trévidic, traduzione di Maurizio Ferrara, 2016 - pagine 240, isbn 9788817088824, € 18,00

Al  seguente link, che rimanda al sito della casa editrice, la scheda del libro:  https://www.rizzolilibri.it/libri/ahlam/

Laura Vargiu 


Per la lista delle precedenti recensioni della rubrica "Kutubiyya" cliccare qui: https://ilpontedelleparole.blogspot.com/p/rubrica-kutubiyya.html

_____________________


 Note:


* Zine El-Abidine Ben Ali (1936 - 2019): secondo presidente della repubblica tunisina dal 1987 al 2011, giunto al potere con un colpo di stato che estromise dalla presidenza l'ultraottantenne Habib Bourguiba (1903 - 2000); quest'ultimo era stato tra i protagonisti della lotta per l'indipendenza dalla Francia, raggiunta infine nel 1956, il medesimo anno in cui ottenne l'indipendenza anche il Marocco, mentre l'Algeria - per restare nell'area maghrebina sotto controllo francese - sarebbe divenuta indipendente solo nel 1962.
 
** Primavera araba: proprio dalla Rivoluzione dei Gelsomini tunisina, esplosa con la drammatica protesta di un giovane venditore di Sidi Bouzid (dicembre 2010), prese avvio dal 2011 l'ondata di sommosse popolari che coinvolse, come in una sorta di effetto domino, diversi Paesi arabi (e persino l'Iran) e rispettivi regimi . Per un interessante sguardo d'insieme: https://www.internazionale.it/tag/primavera-araba e https://it.wikipedia.org/wiki/Primavera_araba 
 
*** al-Qāʿida e Daesh: organizzazioni terroristiche divenute tristemente note dalle cronache internazionali, legate agli attentati dell'11 settembre 2001 (la prima) e alla guerra in Iraq e Siria (la seconda, il cosiddetto Stato Islamico o ISIS), e comunque non prive di correlazione. 

Commenti

Post più popolari